Report sulle ricognizioni locali

 

I risultati della ricognizione hanno evidenziato una grande ricchezza di iniziative e di potenzialità che hanno confermato la correttezza dell’intuizione di partenza: la cultura come realtà viva e necessaria alla vita quotidiana dei cittadini. Licia Riva e Isabella Ferrari, a giugno, hanno raccolto tutto in due documenti: il report di sintesi che è stato presentato agli amministratori locali, unitamente al dettaglio, per ciascun territorio, dei risultati  dell’Analisi Swot.


Introduzione
Guida di lettura
Premessa metodologica
La mappa dei temi
La tabella dei valori tematici locali
Alcune provocazioni
Linee d’azione
Passi operativi successivi

Introduzione
Questo report restituisce il lavoro di ricognizione svolto nel periodo febbraio-marzo 2007 nei Comuni di Assago, Locate, Opera, Rozzano, San Donato e San Giuliano, che costituisce la prima fase del Progetto Pilota Sud Milano.
La conclusione di questa prima fase è l’occasione per rendere visibili le informazioni raccolte a livello locale e per tratteggiare una possibile “mappa concettuale” rappresentativa delle questioni comuni al contesto sovra-comunale esplorato. Oltre alla finalità informativa, questo lavoro si propone infatti di gettare alcune basi teoriche propedeutiche alla successiva fase di progettazione culturale.  

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Guida di lettura
La restituzione complessiva delle ricognizioni si compone di tre parti:
1) questo report, il documento di approfondimento teorico che offre considerazioni e riflessioni sul panorama sovra-comunale emerso dalle ricognizioni;
2) il documento di sintesi che propone una breve rassegna delle analisi SWOT locali e alcuni primi suggerimenti operativi;
3) le 6 analisi SWOT, i materiali risultati delle ricognizioni, il livello di informazione specifico.
Si suggerisce di leggere i primi due documenti nell’ordine presentato; le analisi SWOT possono essere consultate all’occorrenza.  

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Premessa metodologica
Le fonti di questa elaborazione sono le analisi SWOT compiute in ogni Comune attraverso uno o più incontri interfunzionali con operatori dei settori Cultura, Servizi Sociali e Territorio, consultati in qualità di esperti e testimoni privilegiati delle realtà locali.
Il lavoro dei gruppi è stato finalizzato a descrivere, attraverso le esperienze e le sensibilità dei partecipanti, i punti forti e i punti deboli delle realtà locali in merito al tema della convivenza civile e dell’integrazione sociale, e, successivamente, a immaginare possibili opportunità di azione e i rischi correlati. Le domande poste sono state le seguenti:

1) PUNTI DEBOLI: In base alla vostra esperienza, in un’ottica di convivenza civile, quali sono gli esempi che potete citare come punti forti della vostra realtà locale?
2) PUNTI FORTI: E quali sono invece i punti deboli, cioè gli elementi che agiscono nella direzione contraria, quella della disgregazione e della frammentazione sociale?
3) OPPORTUNITÀ: A partire dalla situazione delineata, su quali aspetti si potrebbe lavorare per rinforzare i punti forti nell’ottica della coesione sociale, e su quali per contrastare i punti deboli che vanno nella direzione della disgregazione sociale?
4) RISCHI: E, a fronte di queste azioni, quali effetti negativi potrebbero eventualmente verificarsi?

Il metodo utilizzato per raccogliere le informazioni è stato il Metaplan, una tecnica di brainstorming strutturato mirata a facilitare la selezione e la precisazione degli argomenti da parte dei partecipanti.
Le analisi SWOT prodotte da queste sessioni rendono dunque conto dei dati di realtà percepiti dai partecipanti e offrono dati di natura qualitativa.
Pertanto questa ricognizione sul campo è da leggersi come uno strumento di “diagnosi preliminare” sui bisogni e sulle potenzialità dei territori considerati, e non come una ricerca scientifica (di cui non avrebbe le caratteristiche, ma soprattutto l’intenzione). La ricognizione traccia infatti alcune tendenze generali osservabili nei 6 Comuni del progetto, ma non ambisce ad approfondirle in maniera scientifica, almeno in questa fase.

Inoltre è opportuno segnalare alcuni fattori che possono limitarne la completezza e l’oggettività, e che sono essenzialmente connessi alla disomogeneità dei tavoli di lavoro e delle aree tematiche toccate dai gruppi. In particolare:

1) composizione dei tavoli interfunzionali: in ogni Comune abbiamo registrato partecipazioni diverse per:

- numero di partecipanti (2 persone ad Assago, 3 a Locate/San Donato, 5 a Rozzano, 6 a Opera/San Giuliano)
- qualifica dei partecipanti (funzionari a Locate, posizioni organizzative ad Assago, funzionari e posizioni organizzative a San Donato/San Giuliano/Opera, dirigenti e posizioni organizzative a Rozzano)
- aree rappresentate (a San Donato/Locate sono mancati i Servizi Sociali, a Rozzano la Cultura, ad Assago il Territorio)
- aree aggiuntive (a San Donato/San Giuliano/Opera Ufficio Stranieri, a Locate/Opera area giovani, a Rozzano settore comunicazione)
- incontri con soggetti esterni (ad Assago con la bibliotecaria, una volontaria della Scuola Civica di Musica, lo psicologo scolastico, un educatore del Centro Giovani)
- numero di incontri (1 a Opera/San Donato, 2 ad Assago/Locate/Rozzano/San Giuliano)

2) assenza o livello informativo parziale di questioni legate a:
- biblioteche
- centri giovani
- uffici stranieri
- scuole
- parrocchie e oratori
- potenziali soggetti da coinvolgere

Infine alcuni temi sono stati accennati solo marginalmente, e in particolare:
- sicurezza
- ruolo della cultura nello sviluppo sociale locale
- fruibilità del patrimonio
- esistenza di una “cultura sportiva”

3) Vi sono infine alcuni dati di realtà che abbiamo considerato neutri in quanto strutturali ai contesti locali. Questi dati riguardano:
- alcune caratteristiche della popolazione
- elevato livello di benessere (in particolare Assago, San Donato)
- alta percentuale di laureati (in particolare San Donato)
- comunità parrocchiale forte e capillare
- territorio
- collocazione geografica alla periferia di una grande città
- pendolarismo culturale e commerciale verso Milano 

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La mappa dei temi
Il materiale delle analisi SWOT è stato utilizzato per elaborare una mappa di temi comuni ai contesti esplorati sui quali lavorare nella fase di progettazione culturale.

Come è stata costruita la mappa dei temi.
Sotto il profilo metodologico, l’elaborazione dei dati si è caratterizzata per:

1) La complessità della sintesi tra il livello specifico/locale e quello generale/sovra-comunale. Da una parte infatti, le analisi SWOT sono ricche di particolari, fatti, casi ed esempi concreti; dall’altra, dalle riflessioni dei tavoli emergono chiaramente filoni tematici generali legati ai fenomeni propri dei contesti urbani. La scelta è stata quindi quella di descrivere i temi principali emersi, le classi, avvalendosi delle principali declinazioni e specificità registrate a livello locale.
2) La componente soggettiva dell’operazione di codifica del contenuto. Non trattandosi di dati quantitativi facilmente misurabili, l’interpretazione si è basata essenzialmente su una lettura e una codifica di tipo intuitivo, “aiutata” e sorretta dalla partecipazione in prima persona a tutti gli incontri e naturalmente dal buon senso.

La prima operazione compiuta nell’elaborazione delle analisi SWOT è stata dunque l’individuazione delle variabili principali per occorrenza e rilevanza.
Le “famiglie tematiche” principali, che abbiamo chiamato classi, sono state nominate in maniera identica e non marcata per punti deboli e punti forti, e poi suddivise ancora per sotto-classi. All’interno di questi “contenitori” sono state collocate le principali declinazioni risultate dai tavoli di lavoro.
In questo modo il livello generale dei macro-temi segnalati dai tavoli di lavoro viene descritto ed esemplificato dal livello specifico dei casi e degli esempi concreti che ci sono stati raccontati.
Il risultato intende essere una guida di lettura, provvisoria e orientativa, dei principali punti deboli e punti forti dei 6 Comuni sotto il punto di vista della coesione sociale e della convivenza civile, uno strumento di lavoro per avviare il lavoro di progettazione degli interventi culturali.

 

CLASSIFICAZIONE DEI PUNTI FORTI SOTTO IL PUNTO DI VISTA
DELLA CONVIVENZA CIVILE E DELL’INTEGRAZIONE SOCIALE

1) PARTECIPAZIONE ALLA VITA SOCIALE
     a) spinte partecipative dal basso
          – attenzione e interesse verso l’azione politico-amministrativa
          – auto-organizzazione comunità di interesse (gruppi di auto-mutuo-aiuto di familiari di portatori di disabilità o di tossicodipendenti, reti informali di auto-aiuto tra cittadini stranieri, comitati di quartiere ecc.)
     b) associazionismo
         – presenza e vitalità di associazioni che lavorano in ambiti diversificati (sociale, assistenziale, culturale, sportivo)
         – capacità di attrazione e coinvolgimento di altri cittadini
         – collaborazione con le amministrazioni comunali
     c) partecipazione organizzata
          – adesione ad azioni di progettazione partecipata (laboratori di quartiere, micro-azioni nelle scuole, Agenda 21 ecc.)
          – attivazione su temi ambientali, culturali e legati alla pace (Agenda 21, giornate dell’ambiente, manifestazioni politiche ecc.)
          –  partecipazione a iniziative per il tempo libero organizzate dal Comune
          – partecipazione ad organi di concertazione e rappresentazione (tavoli locali associazioni, consulte multietniche)

2) CARATTERISTICHE CONTESTO LOCALE
     a) senso di identità locale
          – presenza di anziani depositari della memoria
          – orgoglio
          – storia e simboli culturali condivisi
     b) rinnovamento del tessuto sociale
           – insediamento di giovani coppie: potenziale richiesta di maggiore/diversa offerta di cultura e servizi
            – presenza di persone di diverse provenienze geografiche nazionali e internazionali : potenziale “contaminazione culturale”
            – matrimoni misti (dato statistico, la popolazione è più avanti della politica)

3) AZIONE AMMINISTRATIVA
     a) promozione della partecipazione e dell’empowerment
          - promozione di modelli di partecipazione (contratti di quartiere, progettazioni urbanistiche di piazze e giardini scolastici, Consiglio Comunale dei Ragazzi, progetto europeo “Walk to school” ecc.)
          – differenziazione servizi sociali (interventi di cura e tutela accompagnati da azioni di promozione del benessere)
          - diffusione di servizi per lo sviluppo di comunità (gruppi auto-mutuo-aiuto, piano territoriale tempi e orari, ecc.)
     b) collaborazione con enti del terzo settore
           – sviluppo sussidarietà verticale (sostegno associazionismo)
     c) trasversalità azioni
          – consolidamento di modalità di lavoro interfunzionale e interassessorile (Piani di Zona, Agenda 21, ecc.)

4) GESTIONE DEL TERRITORIO
     a) strutture pubbliche
           – presenza di strutture di aggregazione sociale (centri giovani, centri anziani, centri polifunzionali, ludoteche ecc.)
           – presenza di strutture culturali (biblioteche, scuole civiche di musica, cinema, teatri, fondazioni culturali, ecc.)
           – presenza di strutture sportive (palestre, tensostrutture, campi sportivi ecc.)
      b) spazi pubblici
           – presenza di luoghi di incontro (piazze, giardini, parchi ecc.)
           – qualità dei luoghi (piacevolezza estetica, buona manutenzione e gestione)
           – fruibilità dei luoghi (informazione ai cittadini, buone condizioni di accessibilità e di sicurezza)
      c) politiche urbanistiche
           – interventi di riqualificazione edilizia e sociale
           – politiche abitative orientate ai bisogni sociali (housing sociale, edilizia residenziale pubblica)
           – politiche abitative finalizzate al “mix sociale” (orientamento alla creazione di insediamenti eterogenei e alla formulazione di criteri di accesso misti)

5) PATRIMONIO AMBIENTALE E ARCHITETTONICO
      a) presenza di elementi naturalistici e architettonici
           – aree verdi (parco Sud, percorsi ambientali, parchi e giardini…)
           – patrimonio architettonico tipico del Sud Milano (abbazie, cascine, rogge ecc.)
      b) fruibilità del patrimonio
            – valorizzazione (informazione, manutenzione)
            – accessibilità (trasporti, orari, barriere architettoniche)
            – facilitazione utilizzo (norme che conciliano le istanze diverse dei potenziali portatori di interesse, ad esempio genitori e padroni di cani)

6) SCUOLE
      a) funzione attrattiva verso i Comuni limitrofi
           – presenza di istituti superiori
           - qualità dell’edilizia scolastica
           – qualità della formazione
      b) funzione di laboratorio sociale
            – collaborazione scuole-amministrazione
            – coinvolgimento studenti e genitori in attività integrative extra-scolastiche

7) COMUNICAZIONE AMMINISTRAZIONE – CITTADINI
      a) azioni di comunicazione
           – divulgazione tradizionale di notizie e informazioni (pubblicazioni su giornali locali, volantini, manifesti, tabelloni luminosi, depliant a domicilio)
           – utilizzo di nuove tecnologie (sito web, newsletter, invio sms)
      b) riscontro diretto delle azioni amministrative
           – consuetudine a recarsi in Comune per manifestare opinioni, suggerimenti, reclami
      c) verifica indiretta delle azioni amministrative
           – sondaggi di customer satisfaction/opinione
           – rilevazione costante dei bisogni (Osservatorio Sociale)

CLASSIFICAZIONE DEI PUNTI DEBOLI SOTTO IL PUNTO DI VISTA
DELLA CONVIVENZA CIVILE E DELL’INTEGRAZIONE SOCIALE

1) PARTECIPAZIONE ALLA VITA SOCIALE
      a) frammentazione interessi
           – aggregazione per gruppi di interesse chiusi
           – attivazione e mobilitazione limitata a emergenze
      b) particolarismo dell’associazionismo
           – rischio di valorizzazione di rappresentanze parziali della collettività
           - consuetudine all’azione diretta di “pressione” su Sindaco/Assessori
           – difficile condivisione obiettivi tra organizzazioni con missioni/visioni diverse
      c) fasce di popolazione difficili da coinvolgere
            – cittadini non associati
             - in generale, la fascia di età 17-60
            – nuovi abitanti
      d) scarso orientamento all’impegno sociale e culturale
           – modesta partecipazione a iniziative di approfondimento culturale
           – scarsa partecipazione alla vita civile e alle decisioni pubbliche (consigli comunali, assemblee, bilanci partecipativi, ecc.)

2) CARATTERISTICHE CONTESTO LOCALE
      a) perdita senso di identità locale
           – progressiva perdita di memoria storica
           – carenza di dialogo intergenerazionale/interculturale
           - identificazione prettamente funzionale con il territorio (luogo di residenza/pernottamento/di passaggio)

      b) parcellizzazione sociale e culturale
           – frammentazione collettività in realtà socio-culturali distinte (barriere fisiche e simboliche tra gruppi etnici, classi sociali, vecchi e nuovi residenti ecc.)
            – scarsa comunicazione e relazione tra “sottoinsiemi” diversi
      c) problemi/emergenze sociali
          – presenza di “ecosistemi sociali” (alta concentrazione di problemi e disagi in alcuni contesti, come i quartieri popolari)
          – tensione sociale (alta percentuale di soggetti psichiatrici e di persone sottoposte a misure cautelative, saldo disoccupazione negativo, alta domanda di case e lavoro ecc.)
           – insicurezza (microcriminalità, spaccio, consumo di stupefacenti, degrado)
      d) problemi di integrazione sociale
           – difficoltà di inserimento dei cittadini stranieri (problemi connessi a casa, lavoro, adattamento culturale)
           – pregiudizi e ostilità nei confronti dei cittadini stranieri

3) AZIONE AMMINISTRATIVA
      a) stili di lavoro settoriali
           – difficoltà a conciliare le visioni del livello politico e di quello tecnico
           – complessità della progettazione integrata e intersettoriale
           – prevalenza dell’agire sull’emergenza rispetto alla progettualità di medio-lungo termine
      b) rischi legati al rapporto con le associazioni
            – rischio di eccessiva delega a soggetti terzi (scarso controllo sulle attività esternalizzate)
            - rischio di privilegiare rappresentanze parziali della collettività
- rischio di subire pressioni/strumentalizzazione da parte dei promotori

4) GESTIONE DEL TERRITORIO
      a) frammentazione territoriale
           – presenza di infrastrutture/strutture che dividono la città
           – divisione territoriale in base a censo/etnia
      b) insufficienza di spazi pubblici
            – assenza/insufficienza di luoghi di riferimento (piazze, centri cittadini ecc.)
            – scarsa fruibilità spazi (condizioni di degrado e insicurezza)
            – scarse occasioni di aggregazione e di animazione nei luoghi pubblici (diurne e serali)
       c) inadeguatezza delle politiche abitative
            – insufficienza di progettualità specifica per le fasce deboli che non hanno accesso al mercato immobiliare
            – difficoltà a realizzare il mix sociale (contesti abitativi misti)
       d) scarsa mobilità trasversale
           – scarsità trasporti pubblici trasversali

5) PATRIMONIO AMBIENTALE E ARCHITETTONICO
      a) insufficienza della valorizzazione del patrimonio
           – presenza di aree da ripristinare
           – potenzialità inespresse/poco sfruttate
      b) scarsa fruibilità del patrimonio
           – scarsa conoscenza e utilizzo di aree verdi
           – impedimenti nell’utilizzo (assenza di norme che conciliano le istanze diverse dei potenziali portatori di interesse, ad esempio genitori e padroni di cani)

6) SCUOLE
      a) mancanza di istituti di formazione superiore
      b) difficile dialogo con le direzioni scolastiche statali
           – difficoltà a coinvolgere gli insegnanti
           – difficoltà a progettare interventi extra-curricolari strutturati

7) COMUNICAZIONE AMMINISTRAZIONE – CITTADINI
      a) insufficienza di azioni di comunicazione
          – difficoltà a raggiungere i cittadini
          - insufficienza di canali e strumenti di informazione verso/tra i cittadini (giornali/radio/televisioni locali)
      b) pressione sull’amministrazione
           – consuetudine dei singoli cittadini a esigere attenzioni privilegiate
           – consuetudine delle associazioni a comunicare direttamente con  Assessori/Sindaco (rischio di pressione)

8) CONTESTO NORMATIVO NAZIONALE
      a) difficoltà di interpretazione delle normative relative ai cittadini stranieri dovuta a alla pluralità dei livelli decisionali e al loro constante aggiornamento. 

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La tabella dei valori tematici locali
La rappresentazione generale fornita dalla mappa dei temi non dà conto delle variazioni di valore a livello comunale, poiché il suo obiettivo è piuttosto quello di fornire un panorama sintetico e comprensivo di tutti i temi rilevanti a livello sovra-comunale.

Per questo motivo, si è ritenuto opportuno provare a elaborare anche una rappresentazione grafica riassuntiva dei valori tematici locali.
Per la consultazione di questa tabella valgono le stesse avvertenze e cautele d’uso segnalate per la mappa dei temi, in quanto l’interpretazione soggettiva è suscettibile di parzialità e inesattezze.
Il valore di questa tabella è quindi quello di rendere visibile “a colpo d’occhio” il grado di intensità e di rilevanza dei punti deboli e dei punti forti e delle loro declinazioni nei contesti locali, per individuare facilmente le aree dove si presentano i tratti comuni, o al contrario le differenze, tra i territori comunali.

La misurazione dei livelli si colloca su una scala di valori da 1 a 3, corrispondenti ai livelli alto, medio e basso. Le caselle relative a tematiche non esplorate sono state lasciate vuote.
La misurazione del livello di valore per ogni classe e sottoclasse si è basata principalmente sull’occorrenza ripetuta degli elementi e sulla loro rilevanza esplicita e implicita, nonché sul confronto tra punti forti e punti deboli.

Visualizza la mappa dei punti forti e deboli

Osservando le tabelle è facile individuare alcuni tratti comuni: tra i punti forti, l’interesse e la mobilitazione dei cittadini in alcune questioni collettive (ambiente, ordine pubblico, politiche di gestione del territorio, pace), il forte rinnovamento del tessuto sociale (specialmente giovani coppie e cittadini immigrati), la presenza vitale del mondo dell’associazionismo, che lavora spesso in collaborazione con le amministrazioni, la sperimentazione o il consolidamento di azioni amministrative di progettazione partecipata, l’impegno consistente dei Comuni nell’offrire servizi e strutture socio-culturali, la potenzialità offerta dal patrimonio ambientale e architettonico.
Tra i punti deboli troviamo alcuni orientamenti che sembrano essere propri di questa fase storica, tra cui la progressiva perdita di una visione civica collettiva a favore di visioni private e particolaristiche, la frammentazione sociale e culturale in comunità di interesse più o meno chiuse, la perdita di memoria storica e di identità locale, e, accanto a queste modalità tipiche del vivere collettivo, altri problemi di natura più strutturale, come l’insufficienza o la scarsa fruibilità degli spazi pubblici, l’atomizzazione del territorio e la scarsa mobilità trasversale.  

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Alcune provocazioni
Dopo queste brevi riflessioni sulle criticità e le potenzialità delle realtà locali sotto il profilo della coesione sociale, focalizziamo ora l’attenzione su alcuni temi frequentemente espressi dai tavoli di lavoro, e che ci pare interessante provare a esaminare sotto una prospettiva diversa da quella espressa in maniera sostanzialmente consolidata dai membri dei gruppi di lavoro. Le riflessioni che seguono intendono essere “provocazioni positive”, per rivisitare alcuni concetti/categorie, e per aprire riflessioni utili allo sviluppo teorico della progettazione.

Partecipazione: dal punto di vista del linguaggio delle istituzioni, partecipare significa soprattutto “prendere parte” e contribuire con il proprio impegno alla vita civile nelle forme preposte dall’amministrazione (consigli comunali, consulte multietniche, assemblee pubbliche, programmi di progettazione partecipata, iniziative culturali ecc.). Questo tipo di partecipazione è sicuramente una componente fondamentale del vivere in una collettività; questa prospettiva può però risultare unilaterale e parziale quando non tenga conto di altri modelli di partecipazione che prendono forma in canali diversi, magari meno visibili e “accreditati”(ad esempio, reti informali di mutuo aiuto tra famiglie, amici, stranieri, gruppi di acquisto solidale, gruppi culturali, sociali o politici che svolgono la propria attività al di fuori del contesto amministrativo, reti virtuali come i blog o i siti web locali ecc.). Il concetto di partecipazione si allarga dunque al di fuori dalle maglie istituzionali, assumendo una molteplicità di forme che manifesta un forte desiderio della popolazione locale di prendere parte alla costruzione sociale e culturale della propria realtà.
Speriamo di potere sondare maggiormente anche queste forme di partecipazione.

Associazionismo: la compartecipazione delle associazioni del territorio alle azioni comunali viene valutata generalmente (con alcune eccezioni) come un fatto positivo di per sé. Se è indubbio il prezioso contributo e il valido supporto all’azione amministrativa di alcune associazioni, occorre però valutare anche le possibili controindicazioni nella delega della gestione di strutture o attività comunali a questi soggetti. Le associazioni sono infatti organizzazioni private di professionisti o volontari fondate su visioni e missioni specifiche, e rappresentano interessi e bisogni di categoria non sempre compatibili e coerenti con la missione pubblica dell’amministrazione comunale. Oltre a questa discordanza “strutturale” di obiettivi organizzativi, vi è anche un aspetto più insidioso, che riguarda l’atteggiamento diffuso (soprattutto da parte di alcune influenti associazioni-istituzioni) del “fare pressione” sui politici per soddisfare i propri interessi corporativi e particolaristici.

Anonimato culturale: in maniera più o meno esplicita, i gruppi di lavoro hanno segnalato i lati negativi dell’“essere la periferia di Milano”. Oltre ad essere penalizzati per la lontananza dai principali centri culturali, il pendolarismo del lavoro, della formazione e dei consumi, la presenza invasiva di grandi infrastrutture che tagliano i territori e altri aspetti, la sofferenza forse più sentita risiede nella condizione di “anonimato culturale”, dell’essere “paesi tutti identici uno all’altro”.
Da questa mal digerita condizione di anonimato sembra talvolta derivare una volontà politica di differenziazione e contrapposizione dalla grande metropoli (o perlomeno dai Comuni limitrofi), che si manifesta nel consistente investimento in strategie di immagine, come la costruzione o l’ampliamento delle strutture pubbliche, l’ideazione di eventi inconsueti e straordinari che possano caratterizzare maggiormente l’immagine e l’identità della città, la realizzazione di nuovi poli universitari ecc.
La volontà di creare “cose diverse a tutti i costi” per smarcarsi dall’anonimato e divenire più attrattivi, se da un lato rappresenta una scelta strategica che non compete a noi valutare, dall’altro potrebbe non risultare efficace per affrontare i problemi dei territori, portando alla realizzazione di iniziative o di strutture avulse dai bisogni reali del contesto sociale.
Problemi specifici all’abitare locale come la sicurezza, la fruibilità e l’accoglienza degli spazi pubblici, l’offerta culturale e sociale, l’utilizzo di mezzi di produzione culturale ecc. potrebbero essere forse affrontati considerando le opportunità dello stare nell’area metropolitana, e vedendo quali collegamenti e connessioni è possibile instaurare con la metropoli o tra una rete di Comuni per condividere le risorse disponibili sul territorio allargato del Sud della provincia di Milano. I 6 Comuni del progetto hanno grandi potenzialità – legate soprattutto alla piacevolezza del patrimonio ambientale e architettonico – che possono renderli territori unici e attrattivi, lavorando sulla valorizzazione e la fruizione delle specificità locali invece che sulla differenziazione e la creazione di cose nuove.

Sport: la presenza di strutture e di associazioni sportive è una caratteristica costante delle realtà locali, considerata unanimamente un fattore positivo per stimolare l’aggregazione e l’integrazione sociale. Non sappiamo però (e questo potrebbe essere un tema su cui indagare maggiormente) se questa grande offerta di sport sia anche animata da una cultura sportiva di fondo, intesa come una politica consapevole di promozione del benessere della collettività che potremmo definire “sport per tutti”. Com’è noto infatti, molte società sportive, i cosiddetti vivai, sono orientate unicamente alla formazione di professionisti e all’agonismo sportivo. In questa variante, l’attività sportiva promuove principalmente i valori dell’individualismo e dell’antagonismo competitivo, valori molto distanti dall’abitudine allo stare insieme e al fare cose con altre persone, dalla solidarietà e dalla comprensione reciproca, dal benessere del corpo e della mente che attività sportive non competitive possono comunicare e insegnare.
Lo sport può essere una positiva occasione di incontro tra persone di diverse età e provenienze, un momento di unione intorno alla pratica comune di attività che apportano benessere e divertimento. Per questo motivo riteniamo che lo “sport per tutti”, in quanto promotore di esperienze collettive piacevoli e arricchenti, può essere un tema sul quale ragionare anche in termini progettuali.

Cultura: è infine molto interessante notare come il concetto di cultura sia inteso in maniera diversa da parte degli operatori della cultura e dei servizi sociali. Generalmente infatti, i primi tendono a distinguere tra un aspetto “alto” della cultura come offerta di eventi (cinema, festival, concerti, iniziative per il tempo libero) e un aspetto di servizio (biblioteche, scuole), confinando la cultura nel terreno della fruizione e della formazione “dall’alto”; i secondi invece sono più disposti e orientati a guardare alla cultura nella sua valenza antropologica, recuperando la sua funzione sociale di “produzione dal basso” di valori, simboli e identità collettive, e tendono a vedere con più immediatezza il nesso tra cultura e sviluppo di comunità che il progetto pilota si propone.
Forse è per questo motivo che negli incontri interfunzionali si è parlato molto più di aspetti legati al sociale che a temi culturali in senso stretto. Questa parte potrebbe essere recuperata da una ricerca sistematica sui siti web dei Comuni, in parte già realizzata.

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Linee d’azione
Alle ipotesi progettuali già precedentemente sviluppate nel documento “Progetto Pilota Sistema Culturale Integrato Sud Milano – Idee progettuali” si aggiungono di seguito alcuni nuove ipotesi di percorsi progettuali:

1) Abitare il territorio: valorizzazione delle aree verdi, dei percorsi ambientali, della cultura contadina del Sud Milano. L’opportunità di lavorare sulla fruibilità, sulla piacevolezza e sull’animazione del patrimonio ambientale e architettonico può collegarsi a due progetti in atto:
- la valorizzazione culturale del Parco Sud coordinata dall’Assessorato all’Ambiente e Verde ;
- il progetto Punto Parco Sud a Rocca Brivio, che si propone di creare un punto di accoglienza e di conoscenza del territorio del Sud Milano.

2) Abitare gli spazi pubblici: animazione delle piazze e di altri luoghi pubblici, creazione di occasioni di incontro diurne e serali.

 

3) Network di supporto ai giovani artisti: sulla scia del progetto Databand , coordinato dall’’Assessorato alle Politiche Giovanili, l’opportunità è quella di lavorare alla creazione di una rete di collaborazione fra soggetti territoriali e operatori giovanili per valorizzare il tessuto artistico locale, offrendo la possibilità di disporre di risorse, quali studi tecnici e professionali, organizzazione di eventi artistici, realizzazione di un sito che renda visibili gli artisti e le loro opere ecc.

4) Bibliobus itinerante: ………

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Passi operativi successivi
Parallelamente alla fase di progettazione progettuale, si ritiene utile procedere a:

1) Compiere alcune verifiche interne alla Provincia in vista di un eventuale collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente e Verde (Parco Sud) e con l’Assessorato alle Politiche Giovanili (network musicale Databand);

2) Completare la ricognizione di ulteriori interlocutori locali (non solo le realtà del terzo settore ma anche le aggregazioni sommerse);

3) Valutare l’opportunità di compiere ricerche e approfondimenti tematici con i cittadini.

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