Idee progettuali

 

La fase di ricognizione è partita attivando i funzionari dei servizi comunali impegnati in varie aeree: cultura, servizi sociali, territorio, giovani. In ogni comune si sono realizzati alcuni incontri interfunzionali. Per aiutare la comprensione ed introdurre le tematiche in oggetto si è preparato un documento di preparazione della riunione.

Il documento “Idee progettuali” è stato redatto nel gennaio 2007 a cura di Licia Riva, con la collaborazione di Isabella Ferrari, per introdurre questi incontri di ricognizione a partire da una  condividivisone delle prospettive proposte con l’attivazione del Progetto Pilota.

Il progetto: finalità e attori coinvolti
Il ruolo della Provincia e la metodologia del progetto
Il quadro di riferimento concettuale del progetto
Il Cambiamenti epocali e nuove sfide per l’azione politica
Gli obiettivi del progetto
Le linee d’azione ipotizzate
Architettura del progetto pilota: obiettivo promozione convivenza civile
Le azioni di produzione culturale
Repertorio provvisorio di azioni culturali a livello comunale
Repertorio provvisorio di azioni culturali a livello intercomunale

 

 Il progetto: finalità e attori coinvolti

Il progetto pilota Sistema Culturale Integrato Sud Milano si inserisce nella cornice più ampia delle azioni messe in campo dall’Assessorato alla Cultura, Culture e Integrazione della Provincia di Milano per elaborare e attuare nuovi dispositivi culturali mirati allo sviluppo di comunità, alla coesione e all’integrazione sociale, e che consta di tre progetti diretti alla sperimentazione di sistemi culturali integrati nel territorio della Provincia.
Il presente progetto comprende i Comuni di Assago, Locate, Opera, Rozzano, San Donato e San Giuliano, gli altri due riguardano rispettivamente il nord-ovest e il nord di Milano.

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Il ruolo della Provincia e la metodologia del progetto
L’Assessorato ritiene che la sperimentazione proposta dal presente progetto possa essere l’occasione, per i Comuni coinvolti, di sperimentare metodologie e strumenti di produzione culturale in un’ottica di sistema integrato, in modo da consentire loro di divenire “agenti di cambiamento” nei rispettivi contesti territoriali di riferimento.
In questo senso non è previsto che il sistema sia costituito fra questi Comuni, ma bensì che gli apparati concettuali elaborati e le strumentazioni verificate possano essere da essi riproposti nei propri differenti contesti di appartenenza (ad esempio sistemi bibliotecari, piani di zona, etc.)
In particolare, si ritengono fondanti per l’esperienza, dal punto di vista metodologico, due “buone pratiche”: in primo luogo l’attivazione di un tavolo interfunzionale all’interno delle singole amministrazioni comunali, in grado di operare sia a livello elaborativo sia a livello attuativo; in secondo luogo, l’attivazione di un processo di progettazione partecipata di produzione culturale che veda coinvolti, oltre ai differenti attori dei Comuni (politici e operatori pubblici), anche i professionisti della cultura (curatori, artisti, teatranti, etc.) e i cittadini con la loro “competenza di abitanti”.
Il Valore Aggiunto offerto dalla Provincia si concretizza, in sintesi, in due aspetti: la messa a disposizione di esperti, sia in campo metodologico, sia in campo creativo.

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Il quadro di riferimento concettuale del progetto
Il presente progetto ha origine dalla constatazione, ormai diffusamente riconosciuta e divulgata su scala mondiale, delle potenti evoluzioni sociali in atto derivate dal fenomeno della globalizzazione, che si manifestano in maniera diretta e macroscopica nei contesti urbani contemporanei, veri e propri palcoscenici e campi di battaglia su cui si scontrano poteri globali e identità locali .
La “comunità urbana” delle città attuali sembra assumere la forma di un groviglio indefinito e indefinibile di relazioni, valori e significati stratificati, tenuti insieme solo dall’appartenenza casuale a uno stesso territorio. Il senso di insicurezza e di estraneità nei confronti del diverso, che porta sempre più spesso alla separazione fisica tra realtà sociali e culturali diverse (vedi il fenomeno delle enclaves territoriali protette, parallelo alla proliferazione di luoghi “di scarto” dove si accumula il degrado), la rivendicazione rabbiosa di bisogni particolaristici a scapito della solidarietà sociale e del sentirsi parte organica di una collettività, il disorientamento culturale di fronte a realtà rese incomprensibili a dall’ignoranza reciproca, sono solo alcuni degli aspetti di questa progressiva frammentazione sociale in “comunità di simili” chiuse e arroccate all’interno delle proprie specificità identitarie.
Questa situazione sociale globale si accompagna a doppio filo con il deterioramento delle relazioni interpersonali, sempre meno orientate all’approfondimento e al confronto reciproco, e sempre più ristrette in ambiti d’elezione circoscritti. In questo quadro le differenze tra individui portatori di stili di vita, visioni e valori diversi, si accentuano e si fissano in poli identitari tra i quali non c’è dialogo e verso i quali facilmente si sedimentano pregiudizi, con effetti anche drastici sulle possibilità di convivenza civile.
Da questa urgenza deriva dunque il tentativo, proposto attraverso questo progetto, di ricreare nei contesti urbani sopra citati occasioni di socialità che possano fungere da volano all’attivazione e alla crescita di un tessuto di relazioni positive stabile nel tempo.
L’ipotesi di lavoro parte dalla convinzione che la produzione di cultura possa essere al tempo stesso lo strumento e l’occasione per l’avvio di tali contesti relazionali.

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Cambiamenti epocali e nuove sfide per l’azione politica

La produzione di cultura è sempre stata la modalità attraverso la quale si sono create le identità collettive. La difficoltà che ci troviamo di fronte oggi risiede nel fatto che la produzione culturale è totalmente assorbita in un quadro di riferimento commerciale che pervade, determina e genera ogni occasione di socialità.
La politica, sia a livello nazionale, sia a livello locale, si trova di fronte alla necessità di elaborare nuove mappe concettuali: la crisi del rapporto rappresentante/rappresentato è solo la punta di un iceberg che investe la maggior parte dell’essere sociale contemporaneo. In questo quadro le politiche mirate alla partecipazione manifestano limiti che rendono difficile il superamento dei processi di disgregazione sociale che preoccupano tutti: politici, amministratori e cittadini .
L’ipotesi sottesa alla sperimentazione è però che sia ancora possibile praticare un “fare insieme” capace di riparare la capacità di riconoscersi, rispettarsi ed entrare in relazione propria dello specifico umano. Si parla di riparazione perché oltre alle trasformazioni generate dal “capitalismo culturale” dobbiamo fronteggiare altre trasformazioni, non meno radicali e complesse, derivanti dalla pervasività dell’elettronica nella nostra vita, dai cellulari a internet.

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Gli obiettivi del progetto

-  L’obiettivo politico-strategico “macro” di questo progetto è quindi molto ambizioso, e si  colloca sia a livello teorico sia a livello operativo: a livello teorico, si intendono elaborare nuove letture del contesto socio-culturale territoriale, a partire sia da tavoli di lavoro interfunzionali all’interno dei singoli Comuni, sia da un lavoro di rete intercomunale su temi di natura trasversale. A livello operativo, si intendono sperimentare modalità di azione culturale innovative, dalle quali possono derivare contributi per la costruzione di un nuovo apparato concettuale che ci metta in grado di affrontare le sfide di una realtà in trasformazione. 
- Sulla scala “micro” delle comunità locali, il progetto si propone di promuovere la convivenza civile, intesa come capacità di riconoscimento e rispetto dell’altro da noi e come disponibilità alla comprensione reciproca. Il fulcro della sperimentazione risiede infatti nella rilevazione di un dato: la capacità di instaurare e vivere relazioni interpersonali, una capacità sociale per secoli considerata istintiva e connaturata all’essere umano, non è più un portato implicito della vita  quotidiana: è dunque necessario prendere atto che bisogna apprenderla nuovamente nel mutato contesto, progettarla e ricostruirla. Il progetto si propone di fare ciò attraverso la produzione di cultura.
- L’obiettivo finale del processo innescato da questo progetto, e forse l’esito più immediatamente visibile, è dunque proprio la produzione culturale, nella doppia accezione di generazione di arte e di creatività, e di costruzione sociale di significati condivisi.

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Le linee d’azione ipotizzate

- Una prima ipotesi di lavoro prende quindi le mosse dall’idea che sia necessario restaurare e sostenere il processo di strutturazione dell’identità, individuale e collettiva.
Si è, infatti, convinti che, a partire dalla riscoperta del sé e del rispetto per il proprio sé, possa essere possibile tornare ad apprendere il rispetto per gli altri e, da questo intreccio di reciproco riconoscimento, possa avere origine la possibilità di convivere . 
A tale scopo, si  ritiene utile considerare il narrazione sociale identitaria come l’elemento comune e generale da cui elaborare le differenti forme di produzione culturale.
È ipotizzabile che la condivisione di esperienze sperimentabile attraverso la riflessione e l’elaborazione collettiva sulle diverse sfaccettature che compongono le identità possa portare a quella che il filosofo Hans Gadamer chiama “fusione degli orizzonti” , e che potremmo, più semplicemente, chiamare comprensione reciproca.
- Oltre a questa linea d’azione, focalizzata sul miglioramento delle relazioni umane attraverso la condivisione di esperienze (in questo caso, di esperienze legate alla produzione culturale), sembra importante tenere in considerazione anche un’ulteriore e
ipotetica direzione, la realizzazione di spazi pubblici.
Gli spazi pubblici, nella loro funzione di luoghi di pubblica utilità e fruizione, sono spesso catalizzatori e generatori delle interazioni umane, e in virtù di questa loro qualità possono essere efficaci “antidoti” per contrastare certi fenomeni osservabili nei contesti urbani contemporanei su scala mondiale (come le attuali tendenze urbanistiche a costruire luoghi protetti da barriere che impediscono l’ingresso a chi sta fuori e isolano dal resto chi è dentro, o le politiche urbane mirate alla dissuasione delle aggregazioni spontanee, ecc.), tutti fattori che tendono ad accentuare, più che a valorizzare le differenze tra individui, contribuendo alla polarizzazione e alla frammentazione del tessuto sociale.
In particolare, si ritiene utile esaminare la possibilità della progettazione partecipata di spazi e luoghi pubblici sul modello del programma di origine francese “Nuovi Committenti”, importato in Italia dalla Fondazione Adriano Olivetti e realizzato a Torino da una molteplicità di attori nell’ambito del programma comunitario Urban. 
Lavorando su committenza di rappresentanze di cittadini, individuate dai mediatori culturali attraverso un’analisi dei bisogni del contesto locale, gli artisti, selezionati da quest’ultimi in base alle esperienze professionali e alle sensibilità artistiche specifiche, realizzano opere d’arte interpretando i bisogni, i desideri e gli immaginari della collettività locale.
La qualità sociale degli spazi pubblici così prodotti si sposa con la loro qualità estetica, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza al territorio e il legame identitario con i luoghi dell’abitare.

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Architettura del progetto pilota: obiettivo promozione convivenza civile

linee_azione

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Le azioni di produzione culturale

Si ipotizza di sviluppare azioni culturali su due livelli:
1. livello comunale (o intercomunale tra comuni piccoli) → realizzazione di progetti ad hoc.
Obiettivo: ogni Comune sviluppa attività di produzione culturale in relazione ai bisogni espressi dalla popolazione locale
2. livello intercomunale →  realizzazione di progetti trasversali ai Comuni.
Obiettivo: tutti i Comuni contribuiscono alla realizzazione di un prodotto unico.

LIVELLO COMUNALE
Obiettivi
Creare occasioni concrete di incontro e di confronto tra i cittadini dei Comuni coinvolti intorno a progetti di produzione culturale e artistica, con il fine ultimo di attivare in maniera indiretta processi sostenibili di partecipazione e di convivenza civile.
Obiettivo: favorire lo sviluppo di relazioni positive tra le persone e l’avvio (o il consolidamento) del dialogo intergenerazionale, interculturale, tra generi.
Linee d’azione
Si ipotizza di attivare laboratori territoriali tematici poiché si ritiene che possano essere strumenti adatti a favorire l’aggregazione di fasce eterogenee/ omogenee di popolazione intorno a interessi e obiettivi specifici.

LIVELLO INTERCOMUNALE
Obiettivi
Oltre a connettere le buone esperienze locali, l’ipotesi di costruzione di un Sistema Culturale Integrato si propone di sperimentare e verificare sul campo gli aspetti operativi innovativi, e gli eventuali punti di forza, dell’agire intercomunale e interfunzionale nell’ottica dell’ampliamento di ipotesi di intervento su questioni di carattere generale come l’integrazione e la coesione sociale.
Linee d’azione
Co-progettare e sperimentare un pacchetto di azioni su temi di interesse  sovra-locale per i quali sembra essere strategica l’azione condivisa di Comuni limitrofi.
Mettere a sistema risorse di varia natura (economiche, strutturali e  nfrastrutturale, di esperienze e buone pratiche, di relazioni, di capitale sociale e di capitale umano) per coordinare azioni condivise.

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Repertorio provvisorio di azioni culturali a livello comunale

TEATRO
Teatro Comunità
Descrizione → L’esperienza è promossa con successo dal Settore Periferie del Comune di Torino nell’ambito delle azioni di riqualificazione delle periferie.
Abitanti dello stesso quartiere lavorano insieme nella narrazione delle proprie storie individuali, diverse, ma accomunate dalla circostanza di abitare nello stesso luogo.
L’esito del lavoro di gruppo, guidato da operatori esperti di teatro sociale, è la messa in scena di uno spettacolo teatrale che ricompone artisticamente i percorsi individuali e collettivi, ricostruendo un pezzo di storia locale, e trasferendone la coscienza e la memoria anche agli altri abitanti della città.
Obiettivi → sviluppo di senso di comunità e di appartenenza territoriale; drammatizzazione terapeutica per i singoli e per il gruppo.
Teatro dell’Oppresso
Descrizione → È una tecnica teatrale nata in Brasile e diffusa in tutto il mondo (Pioltello l’ha sperimentata nell’ambito di un progetto sullo sviluppo di comunità).
Solitamente si mette in scena un breve spettacolo nel quale un conflitto si sviluppa e finisce male. Un intermediario tra attori e pubblico interroga gli spettatori, che intervengono proponendo possibili soluzioni al conflitto, soluzioni che vengono messe in scena dal pubblico stesso. In sintesi, si cerca di provare sulla scena ciò che nella vita non funziona, con l’obiettivo di trovare una soluzione.
Obiettivi → promozione del dibattito sociale e del dialogo in contesti sociali problematici e conflittuali; attivazione spontanea di questioni ed emozioni normalmente sottaciute.

MUSICA
Creazione di un coro locale/ di un’orchestra multietnica
Descrizione → Si rimanda alle esperienze delle orchestre di Piazza Vittorio (Roma), di viale Padova (Milano), di Porta Palazzo (Torino), per citare solo i casi più conosciuti.
Obiettivi → promozione culturale locale; promozione di processi di integrazione e scambio fra le diverse culture presenti; valorizzazione della differenti abilità e caratteristiche di persone di età e nazionalità differenti

SCRITTURA
Laboratori di scrittura tenuti da scrittori, poeti, giornalisti ecc.
Obiettivi → trasferimento di competenze e conoscenze spendibili anche in ambito professionale; valorizzazione delle abilità individuali; miglioramento della comunicazione.
Esempi di attività → produzione di materiali di promozione territoriale (guide storiche e turistiche locali), di comunicazione (giornali e newsletter di quartiere), di storia e identità locale (antologie di biografie di persone e personaggi locali, romanzi collettivi).

FOTOGRAFIA, VIDEO, NEW MEDIA ART
Laboratori di fotografia e/o di video finalizzati alla documentazione e al racconto del territorio e dei suoi abitanti
Obiettivi → trasferimento di conoscenze teoriche e di competenze tecniche spendibili anche in ambito professionale; sperimentazione di linguaggi di interpretazione della realtà; documentazione e rappresentazione della realtà locale; promozione della conoscenza del territorio all’interno e all’esterno; produzione di strumenti utilizzabili per attività didattiche
e di formazione; formazione di un archivio “attuale” sull’identità locale che può essere integrato con i materiali storici esistenti e continuato nel tempo per rispecchiare l’evoluzione dinamica dell’identità locale.
Laboratori di new media art/ comunicazione
Descrizione → La definizione di new media art riunisce le categorie di arte tecnologica (le pratiche artistiche che utilizzano tecnologie non necessariamente legate ai media, come per esempio l’arte elettronica) e di arte mediatica (ad esempio la video arte o la net art, che utilizza internet come mezzo e luogo unico di esposizione e fruizione delle opere).
I laboratori potrebbero lavorare su obiettivi di comunicazione (vedi progetto trasversale).
Obiettivi → trasferimento di conoscenze teoriche e tecniche di linguaggi artistici innovativi; miglioramento dei sistemi di comunicazione a livello locale e intercomunale; sperimentazione di nuove modalità di partecipazione basate sull’interazione virtuale
Esempi di attività → migliorare l’usabilità e l’interattività dei portali web istituzionali puntando anche alle nuove forme di partecipazione del web; progettare e realizzare cartografie tematiche (virtuali ma anche cartacee, da distribuire porta a porta) per evidenziare le reti di attività economiche, i soggetti e le istituzioni locali, le iniziative sociali e culturali ecc, rendendo visibile le rete di relazioni attive.

ARCHIVI SULL’IDENTITÀ LOCALE
Ecomuseo
Descrizione → Gli ecomusei sono una realtà diffusa nel mondo, e anche in Italia se ne contano alcune decine, incentrati per lo più sulle civiltà contadine e montane. Nel 2004 il Comune di Torino ha istituito il primo ecomuseo della città contemporanea in Italia, l’Ecomuseo Urbano di Torino, con il duplice fine di individuare e comprendere i molteplici valori di cui il territorio è espressione e di fornire agli abitanti uno strumento per partecipare attivamente alla sua conoscenza e tutela. Questa esperienza coinvolge scuole, associazioni, circoscrizioni e singoli abitanti.
Obiettivi → ricostruzione partecipata della memoria collettiva; trasmissione dell’identità locale nel tempo; promozione di attività di formazione e animazione.
Esempi di attività → realizzazione di inventari partecipati del patrimonio culturale (raccolta di storia orale, materiali documentali quali fotografie, oggetti-testimonianze della cultura locale ecc.); programmazione di attività culturali, didattiche e di animazione (incontri di storia orale tenuti dagli abitanti anziani, spettacoli teatrali che mettono in scena le storie locali, mostre tematiche e percorsi espositivi sul territorio, visite guidate ai nuovi abitanti per far loro conoscere le specificità del luogo in cui vivono ecc.).

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Repertorio provvisorio di azioni culturali a livello intercomunale

COMUNICAZIONE
Descrizione → Creazione e attivazione di un sistema di comunicazione diffuso per raccogliere la molteplicità delle proposte e delle iniziative culturali e comunicarle all’interno e all’esterno. Per esempio, un portale web che raccolga, diffonda e aggiorni in tempo reale l’insieme delle informazioni culturali relative ai 6 Comuni.
Obiettivi → far fronte alla carenza dei sistemi informativi culturali locali; migliorare la circolazione  delle informazioni sia in direzione dei media sia in direzione del potenziale bacino d’utenza; potenziare la fruibilità di servizi e offerte culturali; aumentare l’interesse e l’attrazione verso il territorio da parte di visitatori esterni; costruire la base per un’eventuale strategia di marketing territoriale; offrire opportunità di lavoro; offrire opportunità di formazione; valorizzare le realtà locali.
Esempi di attività → formazione di un comitato redazionale sovracomunale che si occupi della gestione, redazione e aggiornamento continuo dei contenuti del sito; sviluppo di una rete intercomunale stabile sull’informazione culturale; coinvolgimento dei sistemi bibliotecari; coinvolgimento di studenti, esperti di discipline informatiche, grafici e artisti, bloggers e gestori di siti locali (ce ne sono tanti), associazioni ecc.;  coordinamento con i laboratori artistici condotti a livello locale per utilizzare i loro prodotti come mezzi di comunicazione.

Eventuali effetti derivati
a) Il collegamento delle attività dei laboratori locali con il progetto trasversale sulla comunicazione potrebbe produrre due risultati importanti: il primo concreto, la creazione di contenuti originali per animare e “identificare” il sito, l’altro intangibile, l’avvio di processi di appropriazione (ownership) del progetto da parte dei suoi destinatari, il risultato più importante per garantire l’auto-riproduzione spontanea dell’aggregazione sociale. Il sito potrebbe divenire cioè lo strumento che, dando visibilità al lavoro collettivo e rendendolo “spendibile” e utile alla comunità, attribuirebbe un’utilità riconosciuta e condivisa al lavoro di produzione dei partecipanti.
b) Inoltre, se il sistema di comunicazione funzionasse bene, dimostrando di essere davvero uno strumento di pubblica utilità, si potrebbe più facilmente garantire la sua esistenza per mezzo di finanziamenti  da parte di decisori politici o di altri soggetti pubblici e privati. 

Punti critici
a) risorse economiche ingenti (per l’analisi territoriale e la mappatura di servizi e attori culturali, la progettazione e costruzione del sito, il reclutamento di tecnici e di esperti)
b) risorse umane di alto livello (tecnici informatici esperti nella creazione di siti web, esperti della comunicazione web e della promozione culturale)

 

INTEGRAZIONE INTERCULTURALE
Descrizione → Si parte dall’ipotesi che la xenofobia e il razzismo siano originati da una pratica identitaria semplificata e “monodimensionale”, ovvero fondata sulla generalizzazione  e l’amplificazione di un solo elemento a scapito di tutti gli altri (cfr. Identità e Violenza, Amartya Sen, 2007), ad esempio la lingua, la religione, l’etnia.
Si ipotizza che i percorsi di integrazione debbano aprire alla consapevolezza degli altri elementi identitari, sia soggettivi, sia di gruppo, conculcati da quella.
Obiettivi →Favorire l’integrazione sociale e culturale dei cittadini immigrati attraverso la conoscenza reciproca tra le culture; creare occasioni e terreni d’incontro per promuovere il dialogo e lo scambio interculturale.

Esempi di percorsi possibili a sostegno di un’identità “multipla”fondata sulla reciprocità di riconoscimento, rispetto, interlocuzione:

Laboratori/ attività
Bambini: Gara di fiabe. Potrebbe essere attivata con le scuole e le biblioteche, animata e drammatizzata, diffusa attraverso nuovi media, …..
Donne: Ricerca e narrazione delle ricette per le feste famigliari e sociali. Potrebbe essere sviluppata nel quadro di iniziative sulle pari opportunità, sulla pace, integrate alle manifestazioni e alle feste che già esistono in quasi tutti i comuni,…..
Giovani (forse da distinguere tra maschi e femmine): costruzione di un  portale per i viaggi attraverso la ricerca e la raccolta delle informazioni sui propri paesi di origine. Potrebbe divenire un fornitore dell’Assessorato Turismo della Provincia, del TCI, ……
Anziani (anche qui forse da distinguere fra maschi e femmine): Ricerca e drammatizzazione dei proverbi dei paesi di origine. Potrebbe costituire un’ attività stabile di storia locale…..

Incontri culturali a tema
I cittadini stranieri raccontano agli altri cittadini alcuni aspetti della loro cultura e società e viceversa.

Visite guidate
a. Gli italiani guidano gli stranieri alla scoperta del territorio e dei loro luoghi favoriti
b. Gli stranieri guidano gli italiani nei posti che frequentano, per smitizzare il pregiudizio e la paura verso alcuni luoghi di aggregazione a base etnica e rompere i  confini territoriali.

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