• Premessa
• Proposta di intervento
• Metodologia Formativa
• Obiettivi
• Articolazione dell’intervento
• Attori e attività ipotizzabili
• Architettura di massima dell’intervento
Premessa
Nella stesura della presente proposta si è partiti dalle molteplici attività, esperienze ed elaborazioni, che sono patrimonio dell’assessorato. La proposta che segue, in particolare, fa riferimento al Seminario. “La funzione della cultura nello sviluppo locale”, tenutosi a Milano il 13 gennaio 2006.
In quella sede erano state poste all’attenzione, fra le altre, due questioni.
In primo luogo la necessità politica, espressa dallo stesso Assessore Daniela Benelli, di superare la dimensione dei Poli culturali per avviare la costruzioni di “sistemi culturali integrati a livello territoriale”. Tale asserzione è motivata dalla complessità sempre crescente dell’Hinterland Milanese, che richiede una lettura multidisciplinare e multidimensionale (urbanistica, sociale, economica, etnica, etc. ). Essa pone sempre nuove sfide alla stessa idea di “cultura” e rimanda alla necessità di assumerla, nella sua connotazione antropologica, quale variabile necessaria allo sviluppo.
In secondo luogo, l’esigenza, fortemente argomentata da Simona Bodo, di avanzare nella ideazione, sperimentazione ed attuazione, di politiche culturali sempre più capaci di agire contro l’esclusione sociale, vista come uno dei fattori di massima criticità per il suo impatto con i piani di sviluppo, sia sotto il profilo della crescita collettiva, sia per quanto riguarda quella individuale.
La proposta di lavoro che segue è stata formulata in base alla richiesta dell’Assessore Benelli, che intende avviare una sperimentazione in questa direzione; l’ipotesi avanzata è quella di realizzare un “Progetto Pilota”, con la finalità di identificare percorsi, metodologie e strumenti, tali da consentire la messa a punto di un modello di “sistema culturale integrato”, sperimentato e fattibile, che possa divenire uno strumento a supporto delle politiche culturali locali.
Con la formula “Sistema culturale integrato” si intende indicare una realtà a dimensione intercomunale, nella quale vi siano, anche se in embrione, elementi di identità collettiva. Sul piano amministrativo altri elementi che possono connotare un “potenziale” sistema culturale integrato sono: la tendenza e la capacità di operare in modo interfunzionale, sia all’interno delle singole amministrazioni pubbliche sia fra di loro; una configurazione “a rete” dei servizi, siano essi pubblici o privati; una prassi partecipativa diffusa e condivisa, anche se limitata ad alcuni campi d’intervento, o ad aree di interesse.
A partire da queste iniziali connotazioni si prevede che l’individuazione e la descrizione dei fattori distintivi di un sistema culturale integrato potrà, e dovrà, essere arricchita e precisata dal Progetto Pilota. Si consideri, inoltre, che i fattori precedentemente enucleati e di seguito elencati:
- Dimensione intercomunale
- Identità territoriale
- Interazioni interfunzionali (fra ed entro le stesse amministrazioni)
- Servizi di “Rete”
- Processi partecipativi
a seconda di come vengono descritti possono essere utilizzati con differenti finalità:
- assunti come criteri per valutare la potenzialità presente in un determinato territorio;
- elaborati come strumenti di valutazione sull’efficacia delle politiche culturali;
- formulati come obiettivi per orientare la progettazione e la realizzazione di nuove attività.
L’assessorato ha identificato un’area a sud di Milano, che comprende sei Comuni del Parco Sud (Assago, Locate Triulzi, Opera, Rozzano, San Donato e San Giuliano Milanese), per un totale di circa 160.000 abitanti, in quanto presenta significative potenzialità, unitamente elementi di criticità sociale.
Proposta di intervento
Realizzare un’attività di formazione biennale, con la metodologia della ricerca azione, che consenta di mettere a punto:
- un modello di sistema culturale integrato
- le metodologie e gli strumenti di lavoro a supporto della progettazione e della realizzazione delle attività culturali di sistema.
In relazione a questo ultimo aspetto, si ritiene probabile che si presenterà l’opportunità di sperimentare la metodologia di “progettazione partecipata” poiché, laddove è stata impiegata, essa si è mostrata in grado di valorizzare tutti i saperi presenti, impiegare tutte le risorse disponibili e di sviluppare il potenziale di crescita sociale ed umana del territorio, attraverso il coinvolgimento soggetti individuali e collettivi, in momenti differenti e con ruoli diversi.
Metodologia Formativa
La definizione puntuale e dettagliata delle attività, da progettare prima e da realizzare poi, costituirà essa stessa oggetto della ricerca azione: sarà uno dei prodotti dell’attività formativa.
Tale metodologia formativa, tipica della formazione degli adulti, si basa “sull’imparare facendo”.
La ricerca azione viene utilizzata in situazioni complesse, nelle quali differenti soggetti ( sia singoli, sia collettivi) possiedono le informazioni utili e il potenziale operativo necessario alla sua gestione positiva. In questi casi la partecipazione ed il coinvolgimento, di quanti possiedano elementi sopra descritti, é una condizione indispensabile al governo della situazione data.
La ricerca azione ha, quindi, una prima finalità di tipo operativo che consiste nella ricerca, e/o nella gestione, di soluzioni. Accanto a questa vi è anche una seconda finalità, specificatamente formativa e più mirata ai singoli individui, essa risiede nel favorire la crescita, professionale e personale, dei partecipanti che avranno avuto l’opportunità di sperimentare, nuove e differenti forme, di gestione delle proprie attività.
La ricerca azione crea un processo di apprendimento interattivo nel corso del quale i detentori di parti del sapere necessario “all’azione” sono, allo stesso tempo, i destinatari dell’intervento formativo mirato all’acquisizione di nuove e più adeguate modalità di attività, oggetto della loro “ricerca”
Condizioni di efficacia di questa metodologia sono:
- la costruzione condivisa del progetto di intervento
- la partecipazione costante e continuativa alle differenti attività programmate.
Obiettivi
Si devono considerare due ordini di obiettivi, i primi che attengono il livello organizzativo delle pubbliche amministrazioni coinvolte, i secondi che riguardano in modo specifico le persone che partecipano alle attività.
Obiettivi organizzativi:
• progettazione di un sistema culturale integrato
• individuazione di linee guida operative per la sua attuazione
• messa a punto di strumenti di gestione delle linee guida individuate
Obiettivi individuali:
• miglioramento delle capacità personali di gestione dei processi complessi di interazione
• sostegno alle capacità personali di sviluppare una visione condivisa del “fare cultura”
• acquisizione delle tecniche e degli strumenti a supporto della progettazione partecipata in ambito culturale
Si prevedono tre fasi di lavoro, che vengono illustrate più in dettaglio di seguito.
Prima fase
Preliminare a tutta l’attività: verrà effettuata una ricognizione del territorio prescelto, al fine di avere il quadro delle risorse disponibili e dei fattori di criticità presenti. In base a tale ricognizione sarà possibile precisare, più in dettaglio, il progetto pilota. In particolare si tratterà di individuare con gli amministratori locali gli obiettivi, i vincoli e gli strumenti di governo dell’intervento, così da offrire un quadro di riferimento condiviso e gli strumenti necessari alla realizzazione delle attività, nelle fasi successive.
Output:
- Linee guida della sperimentazione
- costituzione del Comitato di Pilotaggio
Seconda fase
Al fine di costruire un’ipotesi di politiche culturali che sia condivisa, da amministratori, operatori e cittadini, e che sia sostenibile, per quel territorio, si ipotizza di utilizzare tecniche e strumenti propri della “progettazione partecipata”, già sperimentata per l’assunzione di decisioni urbanistiche complesse e conflittuali. Si tratterà, quindi, di ideare tecniche e strumenti, mutuandole da quelle esperienze, adatte e congruenti con una progettazione culturale partecipata a supporto della costruzione di un sistema culturale integrato. In linea di massima è prevedibile che, a partire da un primo progetto elaborato in sede politica e tecnica, i cittadini, singoli ed associati, siano chiamati ad esprimersi nel merito e ad avanzare integrazioni, modifiche e aggiustamenti.
Il progetto di politiche culturali di sistema così elaborato sarà, presumibilmente, vasto e variegato e, sempre presumibilmente, non ci saranno risorse sufficienti a realizzarlo integralmente.
A questo punto, saranno gli stessi cittadini a valutare e a scegliere quali proposte devono, e possono, essere attuate.
Output:
- piano di politiche culturali di sistema, sia a breve termine, attuabile entro la legislatura in corso, sia a medio termine, da attuare nella prossima legislatura.
Terza fase
Le attività di questa fase saranno differenziate:
a livello locale, verranno attuate le iniziative elaborate e selezionate nella fase precedente;
a livello provinciale, si procederà con la messa a modello dell’esperienza condotta, in modo da poter offrire a tutto il territorio della Provincia di Milano indicazioni operative per la costruzione di politiche culturali di sistema. Particolare attenzione sarà posta nell’indicare i processi , le tecniche e gli strumenti necessari alla costruzione e alla gestione di un sistema culturale integrato, anche sulla base delle esperienze condotte a livello nazionale ed europeo.
Output:
- Manuale per la costruzione di politiche culturali di sistema
- Workshop di confronto con le esperienze condotte a livello nazionale ed europeo
Attori e attività ipotizzabili
| Attori | Funzione | Composizione | Impegno |
| Gruppo di Pilotaggio | Orientamento e monitoraggio del progetto. Legittimazione dell’intervento. | Pubblici Amministratori (Assessore della Provincia e Assessori delle Giunte comunali del territorio prescelto) |
Tutte le 4 fasiIn media, un incontro mensile.All’avvio potrà essere necessaria una maggiore disponibilità. |
| Gruppo di coordinamento | Collegamento con il Gruppo di Pilotaggio. Progettazione e guida operativa. Supervisione dei soggetti coinvolti sul territorio. |
Esperti in differenti metodologie, Referenti organizzativi degli enti coinvolti, pubblici e privati, …. |
Tutte le 4 fasiIn media, un incontro settimanale.All’avvio potrà essere necessaria una maggiore disponibilità. |
| Gruppi di lavoro | Partecipare alla progettazione culturale partecipata, in base alle linee guida del Progetto Pilota |
Operatori, Associazioni,cittadini operanti sul territorio,………. |
Dalla fine della prima fase alla conclusione della terza.Difficile prevedere la disponibilità necessariaIpotizzabile, un incontro settimanale |
Architettura di massima dell’intervento
1 fase: 7 mesi *
| Attività | Attori | Prodotto | Tempi |
| Precisazione degli obiettivi e dei vincoli dell’intervento. |
Assessorato, Amministratori del Territorio interessato |
Revisione e validazione della bozza di Progetto Pilota di massimaCostituzione del Comitato di Pilotaggio | Entro novembre 2006 |
| Costituzione del gruppo di lavoro dell’Assessorato |
Assessorato, esperti… |
Integrazione e implementazione della bozza di Progetto Pilota |
Entro novembre 2006 |
| Ricognizione(Raccolta dati e informazioni essenziali sul territorio prescelto al fine di elaborare le linee guida e gli strumenti di lavoro a supporto della proposta di progettazione partecipata) |
Assessorato ed esperti | Bozza di dettaglio del Progetto Pilota | Entro aprile 2007 |
| Costituzione del gruppo di coordinamento | Assessorato e Amministratori di quel territorio | Condivisione delle linee guida di progettazione partecipata del territorio destinatario dell’intervento |
Entro maggio 2007 |
2 fase: 12 mesi
| Attori | Funzione | Composizione | Impegno |
| Costituzione dei gruppi di lavoro sul territorio | Gruppo di pilotaggio, esperti, operatori culturali, gruppo di coordinamento |
Progetto di politiche culturali di sistema | Entro dicembre 2007 |
| Attivazione gruppi di lavoro di progettazione partecipata con il sostegno di attività formative (1) |
Gruppo di pilotaggio e gruppo di coordinamento |
Integrazioni al Progetto di politiche culturali di sistema | Entro maggio 2008 |
| Valutazione dei progetti elaborati | Gruppo di pilotaggio, gruppo di coordinamento | Selezione delle iniziative a breve e a medio termine |
|
| Programmazione dell’attuazione dei progetti selezionati |
Gruppo di pilotaggio, gruppo di coordinamento, gruppi di lavoro |
Piani di attuazione delle iniziative selezionati |
3 fase: 6 mesi
| Attori | Funzione | Composizione | Impegno |
| Attuazione delle iniziative a breveMessa a modello dell’esperienzaConfronto con le esperienze nazionali ed europee | Gruppo di PilotaggioGruppo di coordinamento e gruppi di lavoro. | Politiche culturali di sistema attuateManuale per la costruzione di un Sistema Culturale IntegratoWorkshop di confronto | Entro novembre 2008 |
* la stima dei tempi è di larga massima
(1) Si prevede che possa essere necessario un intervento formativo d’aula per coloro che dovranno gestire la progettazione partecipata, in particolare su due contenuti specifici (la valutazione degli interventi: indicatori e strumenti; il miglioramento delle capacità relazionali: ascolto attivo, lavoro di gruppo e gestione dei conflitti).